Marzo 2020.

2020MarzoUn mese nelle mie foto:

Cari amici,  come ben sapete questo marzo è stato un mese di passione:  proprio una vera Quaresima,  a causa della pandemia in corso.  Il mondo è sconvolto. Apro questo post con un augurio ed un abbraccio virtuale:  che possiamo tornare al più presto alla nostra quotidianità,  per tanti aspetti anche migliori di prima.

La situazione in Finlandia al 30 marzo era di 1352 casi,  con 13 deceduti.  Parliamo però di un Paese che conta solo 5 milioni e mezzo di abitanti.  E’ stato dichiarato lo stato di emergenza nazionale per la prima volta dopo la seconda guerra mondiale.  Il morbo è iniziato con qualche settimana di ritardo rispetto all’Italia e le misure di contenzione che sono state messe in atto sono più o meno le nostre,  sia pure con un leggero ritardo.  In realtà è difficile fare un confronto fra come si vive e si gestisce l’epidemia nei nostri due Paesi,  perchè il modo di vivere è diverso e sarebbero discorsi lunghi.  C’è una piccola caratteristica del comportamento dei finlandesi di cui vi voglio parlare e che agevola il distanziamento sociale:  loro sono da sempre abituati a lasciare un certo spazio fra se stessi ed il prossimo,  proprio per lasciare libertà di movimento e soprattutto privacy.  E’ un concetto un po’ difficile da spiegare:  i baci,  gli abbracci,  le pacche sulle spalle,  le toccatine…non sono popolari in Finlandia:  semplicemente non si usa,  non è nella mentalità.  E a ben vedere non è nemmeno necessario confermare l’amicizia con pacche sulle spalle o manifestazioni del genere:   secondo loro si deve dimostrare con i fatti.  Non è affatto freddezza,  come sembra a noi mediterranei,  è assolutamente il concetto di rispettare la privacy dell’altro a meno che non si sia davvero intimi.  Una conseguenza di quanto detto si vede nel loro “fare la coda” ordinatamente,  ad esempio.

Ci sono però tanti altri aspetti che avvicinano il carattere finnico al nostro:  quando il governo ha istituito le prime misure di contenimento e dichiarato Helsinki “Zona rossa”,  molti che possiedono seconde case in Lapponia o nella regione dei laghi (Savo) o anche solo in qualche paesino di campagna come è Somero,  hanno tentato di scappare,  proprio come abbiamo fatto noi.  A quel punto il governo ha dovuto istituire posti di blocco presidiati dalla polizia perchè certamente in quei territori le strutture ospedaliere non sarebbero in grado di reggere l’impatto.  Salvo poi l’aver sorpreso qualche curioso che si recava in auto a vedere come erano i posti di blocco stessi.  L’essere umano è incorreggibile a qualsiai latitudine,  talvolta!

Per voi,  qualche link piuttosto interessante da leggere:  rondine.fi/2020/03/huoltovarmuuskeskus-strategia-dellemergenza-in-finlandia/

rondine.fi/2020/03/finlandia-in-fuga-dal-virus-tutti-al-mokki/

rondine.fi/2020/03/insegnamento-a-distanza-come-va-in-finlandia/

rondine.fi/2020/03/finlandia-e-svezia-due-risposte-diverse-allo-stesso-virus/

rondine.fi/2020/03/lurlo-di-helsinki-vince-la-solitudine-degli-anziani/

rondine.fi/2020/03/nord-e-sud-nella-ue-tensioni-tra-dubbi-e-pregiudizi/

Ancora,  fra le letture più approfondite di questo momento,  non solo il Decamerone di Boccaccio;  i passaggi dei Promessi Sposi in cui Manzoni rievoca la peste del 1630 in Milano,  ma anche Diario dell’anno della peste,  in cui Daniel Defoe descrive la peste di Londra nel 1655.

A margine delle cronache marziane da virus,  vi propongo una rifessione sull’inverno tiepido che abbiamo avuto:  parecchi alberi sono caduti lungo le strade perchè la terra morbida e intrisa di acqua,  anzichè dura di ghiaccio e neve,  non è riuscita a trattenere le loro radici…

 

Come sempre,  un saluto a chi mi segue regolarmente e un grande benvenuto ai nuovi followers!

 

A Month in my Photos:

Hello,  my dear readers!  As you know,  March was a disruptive month,  bringing sorrow and dispair to the world.  So let me start this post wishing All the Best to you and your dearest!  May we go back to normality as soon as possible and maybe even better than earlier…

Situation in Finland on 30th March was:  1352 infected and 13 dead.  I remind you that the total population accounts just 5.5 million inhabitants.  The state of emergengy  was declared now for the first time after WW2.  The outbreak started a few weeks later than in Italy and the strict containment measures adopted are the same as in many countries,  even though with some delay.  It is extremely difficult to compare the situations in our two countries about how the epidemic is dealt with,  because the way of life is quite different.  I would anyway like to explain a feature of the Finnish character which may help maintaining social distancing.  Finns are accustomed to leave some space between themselves and their neighbor since ever,  it is just in their mentality.  They do not want to intrude in people’s privacy;  it is a form of respect.  We Italians behave differently:  we are extrovert,  we kiss others,  we touch others,  we pat other people’s shoulders,  therefore keeping a distance is unusual for us.  Finns do not go too close to other people and do not pat other people’s shoulders.  It doesn’t have anything to do with coldness:  it is just not necessary.  Friendship must be expressed with facts,  not kisses,  unless you are really intimate.  I am sure many of you understand what I mean.   Hence the good habit to queue up in an orderly way,  which we Italians neglect,  for instance.

On the contrary,  many other aspects of human character are similar in Italy and Finland:  as soon as the Finnish government locked the area of Helsinki and suburbs down declaring it “High risk area”,  several people who own a summer cottage somewhere else tried to escape there,  abandoning the capital town,  just as happened in Italy.  Of course,  summer cottages are often located in rural areas:  Lapland,  the lake area (Savo),  or small towns as Somero is,  not equipped with hospitals able to withstand the impact of lots of infected people.  Therefore the government had to set real checkpoints with police surveillance and still they captured a few curious drivers who went to have a look at the checkpoints.  Human beings are hopeless everywhere,  sometimes!

(In the few links above,  for my Italian readers,  a few articles explaining more facts about life in Finland in the coronavirus time and more differences with Italy). 

For those of you who are interested in epidemics in history,  here is a choice of readings:  The Decameron,  by Giovanni Boccaccio,  talking about the plague in Florence in 1348;  The Betrothed (I promessi sposi),  where Alessandro Manzoni describes the plague in Milan in 1630;  A Journal of the Plague Year by Daniel Defoe,  about the London epidemic in 1655.

Finally,  in my parting shots,  an image of the warm winter we had:  several trees fell along the roads because the land was for a long time soaked with rain,  therefore soft,  instead of hard with ice,  and could not withhold their roots…

As always,  a warm welcome to my new followers and a big thanks to my old ones!

 

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35 thoughts on “Marzo 2020.

  1. Una delle poche cose positive di questo periodo è che anche noi Italiani abbiamo imparato a stare in fila ordinatamente… Speriamo di non perdere l’abitudine quando tutto questo passerà.

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  2. Very interesting reading about social behaviour in different countries. I was just thinking this morning how sad I am not to be in physical contact with grandchildren. Whether adult or young people they’ve all greeted us and one another with a hug and respectful kiss on both cheeks. Southern Italians are usually more extrovert whereas I would say that my Italian husband is a quiet introvert which is a trait of his family. Thank you for the links to further reading.
    Fascinating photos of the fallen logs due to the wet weather over the Winter months.

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  3. It is very interesting that you highlight cultural differences. The British are similar to the Finns but through travel to the Med over many years we have adopted many of the Italian and other countries’ ways you mention. Take care my friend. We will be fine soon.

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  4. Un post molto,molto interessante; è vero, per alcuni aspetti tutte le etnie si assomigliano!però il distanziamento sociale ora è fondamentale, direi obbligatorio Mi ha sempre infastidito chi, dopo di me alla cassa del supermercato,mi “fiatava sul collo”, ineducato e fuori luogo… quando si ricomincerà ad uscire di casa , boh, a volte il buon senso civico sembra una chimera
    ,

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  5. C’è un bravissimo regista finlandese di cui ho visto diversi film, Aki Kaurismaki, lo conosci? Le sue sono storie spesso poetiche venate di un umorismo surreale, e secondo me rendono bene la differenza che c’è tra il modo di comportarsi dei finlandesi rispetto a noi italiani, notoriamente più espansivi e anche un po’ “becerotti”…

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  6. È davvero difficile per noi italiani, sopratutto del Sud, fare a meno degli affetti, magari per altri eccessivi ma è quello che fa di noi una comunità. In questo periodo è ovvio che dobbiamo rispettare tutte le precauzioni( in questo magari i Finlandesi sono avvantaggiati). Ma ci manca la nostra libertà di espressione.

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  7. Ciao e grazie del vostro contributo. Vorrei spiegarmi meglio: col loro comportamento i finnici non rinunciano ai loro affetti ma solo alle esternazioni: sono riservati – come i giapponesi, ad esempio. Del resto ognuno di noi è quel che è… Comunque resta valido il principio che dimostrare l’affetto con i fatti è la cosa più importante. Grazie di essere passati dal mio blog! Buona serata!

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  8. Io penso che che gli italiani siano di più lunga più furbastri e meno rigorosi dei finlandesi…le esternazioni fisiche italiane spesso sono solo un modo di fare. Almeno è questa l’impressione che ho io. Freddo a parte vorrei essere ad Helsinki

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